La storia di Mago Zen

La storia di Mago Zen inizia in un piccolo paese della bassa veronese, tra campi di grano e profumo di campagna. Un posto tranquillo, forse troppo per un bambino curioso e vivace come me.
La narrazione e il teatro mi hanno accompagnato da sempre. Ma la magia è arrivata dopo, e in modo del tutto inaspettato.
La mia storia

Bangkok, 17 anni e un linguaggio nuovo

Nel 2014, a 17 anni, parto per la Thailandia come volontario. Lavoro in un piccolo orfanotrofio vicino Bangkok, con bambini disabili che non capiscono l’inglese e tanto meno l’italiano.
Non avevo parole. Avevo le mani. È lì che scopro la magia non come spettacolo, ma come linguaggio: un modo per comunicare attraverso lo stupore, per creare una connessione autentica anche quando le parole mancano. Quei bambini non sapevano chi fossi, non capivano cosa stessi facendo, eppure ridevano, si avvicinavano, volevano ancora. Quella reazione mi ha cambiato.
Tornato in Italia, sapevo già che quella cosa lì non avrei potuto lasciarla andare.

I primi passi: da appassionato a performer

Rientrato in Italia inizio a studiare la magia con la stessa serietà con cui mi stavo approcciando agli studi di Giurisprudenza. Due mondi apparentemente lontanissimi, che nella mia testa hanno sempre convissuto senza contraddirsi.
I primi eventi sono quelli di chi sta imparando: piccoli, imperfetti, preziosi. Ogni esibizione è una lezione. Ogni pubblico mi insegna qualcosa di diverso su come leggere una stanza, calibrare un effetto, capire quando sorprendere e quando aspettare.
Nel 2018 arriva la prima grande opportunità: salpo con le navi MSC Crociere per il Sud America. Per mesi mi esibisco in italiano, inglese e spagnolo per pubblici variegati e cosmopoliti. È la mia prima vera scuola internazionale: imparo a costruire una performance che funzioni indipendentemente dalla lingua, dalla cultura, dall’aspettativa.

Blackpool e la scoperta di un mondo

Nel 2019 partecipo alla fiera della magia di Blackpool, uno degli appuntamenti più importanti al mondo per chi fa questo mestiere. Per la prima volta mi confronto con i migliori performer internazionali: studio, osservo, mi metto in discussione.
Quel momento in cui gli ospiti si guardano increduli e dicono “Hai visto?“. Quando la magia diventa pretesto per conversazione. Quando qualcuno che entrava scettico, convinto che la magia fosse “roba da bambini”, si avvicina a fine serata ad ammettere che non si aspettava di emozionarsi così.
Questo è il vero successo per me: conquistare chi non si aspetta nulla.

Avvocato e performer: una dualità consapevole

Nel 2023 mi sono laureato con il massimo dei voti in Giurisprudenza all’Università Cattolica di Milano. Questa dualità non è una contraddizione. È una forza. La precisione analitica del giurista e la sensibilità creativa del performer si alimentano a vicenda: la capacità di leggere una situazione, costruire un argomento, capire cosa serve in quel contesto sono qualità che appartengono a entrambi i mondi.
Torno con nuove tecniche, nuove prospettive e una convinzione più solida: la strada che voglio percorrere non è quella del mago da teatro, ma del performer che lavora a stretto contatto con il pubblico, in contesti esclusivi, dove ogni dettaglio fa la differenza.

Porto Cervo, l'estate che ha cambiato tutto

Nell’estate del 2022 prendo una decisione che in molti avrebbero giudicato rischiosa: affitto una piccola casa a Porto Cervo, senza date fissate, senza garanzie. Solo con la convinzione che il contatto diretto con quel tipo di pubblico (imprenditori, celebrities, personalità internazionali) avrebbe aperto porte che nessuna agenzia avrebbe potuto aprire.
Va meglio di quanto immaginassi. In poche settimane mi ritrovo a lavorare per calciatori, attori, cantanti e star internazionali. Il passaparola fa il resto. A fine estate mi sposto a Montecarlo, dove il cerchio si chiude: quello che era partito come un esperimento diventa la conferma di un posizionamento.

La laurea e il presente

Nel 2023 mi laureo con il massimo dei voti in Giurisprudenza all’Università Cattolica di Milano. Un traguardo che porto con orgoglio, non perché abbia intenzione di abbandonare la magia, ma perché quella dualità (avvocato e performer) è parte di chi sono.
Oggi quella storia continua. In oltre 30 Paesi, con centinaia di eventi alle spalle e la stessa curiosità di quel ragazzo veronese partito per Bangkok senza sapere cosa l’aspettasse.